Cleopatra di Alberto Angela -una recensione di Lucia Giongrandi-

Cleopatra di Alberto Angela -una recensione di Lucia Giongrandi-

Il libro di Alberto Angela ha la capacità di farti entrare anima e corpo nel mondo antico, la lettura è agevole e le notizie, tantissime, sono di facile comprensione. La figura di Cleopatra, pur analizzando storici come Plutarco, ci appare subito lontana da quei cliché che ci hanno insegnato; al contrario di molte teorie pare che non fosse poi così bella, aveva un naso importante, ma i suoi occhi erano magnetici ed aveva un fascino che incantava.

Era una donna colta, intelligente ed una regina molto amata dal suo popolo. Abile, pur muovendosi in un mondo tutto al maschile come era quello romano, nel capire la politica, nel saper parlare in pubblico, lei che era di cultura ellenistica e aveva avuto i migliori filosofi e maestri che le hanno fatto amare la conoscenza, i libri, la medicina. La storia ce l’ha presentata come una donna calcolatrice che usava il suo fascino per far cadere ai suoi piedi personaggi del calibro di Cesare e di Marco Antonio, nulla di più falso. Cleopatra amò veramente Cesare anche se non si conosce con certezza la sua paternità del figlio Cesarione. Lo amò così tanto da seguirlo a Roma e restando al suo fianco come amante fino alla sua morte per mano dei congiurati.

Per Cleopatra la morte di Cesare fu un colpo durissimo, a fatica riuscì a fuggire a Pozzuoli e da lì ritornare ad Alessandria con la sua flotta, ma rischiava di perdere l’egemonia nel Mediterraneo e le terre che le aveva elargito. Adesso Antonio governava l’Oriente e naturalmente voleva incontrare Cleopatra per stringere con lei quell’alleanza che gli avrebbe permesso di usufruire delle immense ricchezze dell’Egitto. Dopo vari tentativi Cleopatra incontra Marco Antonio a Tarso e l’uomo rimane profondamente colpito dal fascino di Cleopatra. Da quel momento in poi vivranno insieme per undici anni ed avranno anche due figli.

Non sto a raccontare il perché Antonio e Ottaviano arrivarono alla guerra e che nella battaglia storica di Azio Antonio si trovò a fuggire con Cleopatra ad Alessandria dopo che il 40% della flotta era andata persa. Tra tradimenti, defezioni e diserzioni Antonio si trovò ad Alessandria con pochi fedelissimi legionari che ancora lo amavano, ma nulla poterono davanti all’avanzare di Ottaviano che forte della vittoria di Azio voleva impossessarsi delle ricchezze dell’Egitto, uccidere Antonio, i suoi primogeniti e portare in catene Cleopatra a Roma per i Trionfi. Ma Ottaviano non aveva calcolato che non avrebbe avuto né l’uno e né l’altra perché entrambi, prima di cadere nelle mani di Ottaviano si danno la morte. Antonio si conficca un pugnale nell’addome che lo porta a soffrire un’agonia atroce, alla fine morirà tra le braccia di Cleopatra. Cleopatra guardata a vista dai fedelissimi di Ottaviano riesce a beffare tutti e con uno stratagemma si avvelena e muore. Molti storici dicono per il morso di un serpente, altri dicono di veleno, ancora adesso la morte di Cleopatra è un mistero. Ottaviano, cinico e calcolatore farà piazza pulita di eventuali futuri nemici. Uccide Cesarione, i figli primogeniti di Antonio e gli uomini a lui fedeli, ma al suo rientro a Roma nei trionfi non avrà la soddisfazione di portare in catene la regina d’Egitto e il suo Antonio. Sarà un trionfo a metà. Ottaviano non saccheggerà la splendida Alessandria perla del Mediterraneo e tomba dell’ultima regina d’Egitto della stirpe dei Tolomei. Con lei muore anche la cultura ellenistica che tanto fulgore aveva portato all’Oriente tutto e anche all’antica Roma che aveva attinto a piene mani da quella che è considerata la più pregevole cultura di tutti i tempi.

 LUCIA GIONGRANDI

 

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